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Tag: Climbing

Oggi siamo stati al centro culturale Amal Almustakbal, nel campo profughi di Aida, dove abbiamo costruito la paretina di arrampicata per fare allenare i bimbi e le bimbe del campo. Il centro è stato fondato da un gruppo di donne come asilo durante la prima intifada per permettere ai/alle bambine di portare avanti la propria formazione quando vennero chiuse le scuole e per proteggerli dai bombardamenti.

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Siamo tornati a casa l’anno scorso portandoci dietro la voglia di ripartire ed eccoci di nuovo qua in Palestina con tanti altri progetti e mille idee.
Come ogni anno, l’immancabile benvenuto non si è fatto attendere: scali interminabili negli aeroporti europei con  bagaglio perso dall’efficiente organizzazione israeliana, seguito da doppio passaggio all’interrogatorio per recuperarlo (!), corse notturne per afferrare l’ultimo pullman ed un tassista troppo zelante che cerca di consegnarci alle strutture militari israeliane (!!)… tutto questo non ci ha fermato e siamo quindi arrivati a notte fonda nel nostro centro culturale d’adozione – Laylac – nel campo profughi di Deisha-Betlemme.

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Il 7 novembre sono ricominciati gli allenamenti di arrampicata nel centro culturale Laylac, nel campo profughi di Deishesh. Sono gli stessi ragazzini, in età compresa tra i 10 e 16 anni, che decidono insieme quale giorno incontrarsi e a che ora: tutti i mercoledì e i giovedì alle 16. Questo perché è importante che loro si prendano in carico per primi la responsabilità di questi appuntamenti, che sentano l’importanza di allenarsi tutte le settimane, senza mancare dei pomeriggi. In effetti però guardando i loro occhi si riesce a leggere perfettamente il loro entusiasmo, la loro voglia di imparare nozioni tecniche, ma soprattutto di divertirsi insieme, in un modo diverso dal solito.

Lo sport dell’arrampicata, infatti, qui in Palestina, ma soprattutto in un campo profughi, non è cosi usuale. Sono davvero poche le palestre nel territorio che offrono alle persone di potersi allenare, e soprattutto di fare dei corsi. Inoltre nemmeno i materiali tecnici sono facili da reperire.

Con west climbing bank,  e altri progetti in Palestina, si sta quindi cercando di incentivare questo tipo di sport anche e soprattutto nei territori occupati, affinché diventi una pratica si sportiva, ma che reclami un senso politico: quello di presidio contro l’avanzata dell’occupazione israeliana.

Il 15 novembre grazie alla dimostrazione di impegno dei ragazzi, siamo andati ad allenarci nella prima vera e propria palestra di arrampicata costruita a Betlemme, “Palestine club for mountains sport”

E’ stata una sorpresa per tutti loro, che prima di partire si chiedevano quanto fossero alte le pareti: occhi scintillanti, tanti sorrisi, e in qualche secondo erano pronti a scaldarsi per arrampicare, per poi cimentarsi subito sulla parete più complicata e inclinata.

Per questi ragazzi in primo luogo west climbing bank vi chiede supporto per la raccolta del materiale, adatto a bambini e ragazzi, e di sostenere il nostro crowdfunding per poter incentivare maggiormente questa pratica sportiva come strumento per la  libertà.