Sostieni il progetto attraverso il crowfunding.

Autore: wcb

Il 7 novembre sono ricominciati gli allenamenti di arrampicata nel centro culturale Laylac, nel campo profughi di Deishesh. Sono gli stessi ragazzini, in età compresa tra i 10 e 16 anni, che decidono insieme quale giorno incontrarsi e a che ora: tutti i mercoledì e i giovedì alle 16. Questo perché è importante che loro si prendano in carico per primi la responsabilità di questi appuntamenti, che sentano l’importanza di allenarsi tutte le settimane, senza mancare dei pomeriggi. In effetti però guardando i loro occhi si riesce a leggere perfettamente il loro entusiasmo, la loro voglia di imparare nozioni tecniche, ma soprattutto di divertirsi insieme, in un modo diverso dal solito.

Lo sport dell’arrampicata, infatti, qui in Palestina, ma soprattutto in un campo profughi, non è cosi usuale. Sono davvero poche le palestre nel territorio che offrono alle persone di potersi allenare, e soprattutto di fare dei corsi. Inoltre nemmeno i materiali tecnici sono facili da reperire.

Con west climbing bank,  e altri progetti in Palestina, si sta quindi cercando di incentivare questo tipo di sport anche e soprattutto nei territori occupati, affinché diventi una pratica si sportiva, ma che reclami un senso politico: quello di presidio contro l’avanzata dell’occupazione israeliana.

Il 15 novembre grazie alla dimostrazione di impegno dei ragazzi, siamo andati ad allenarci nella prima vera e propria palestra di arrampicata costruita a Betlemme, “Palestine club for mountains sport”

E’ stata una sorpresa per tutti loro, che prima di partire si chiedevano quanto fossero alte le pareti: occhi scintillanti, tanti sorrisi, e in qualche secondo erano pronti a scaldarsi per arrampicare, per poi cimentarsi subito sulla parete più complicata e inclinata.

Per questi ragazzi in primo luogo west climbing bank vi chiede supporto per la raccolta del materiale, adatto a bambini e ragazzi, e di sostenere il nostro crowdfunding per poter incentivare maggiormente questa pratica sportiva come strumento per la  libertà.

Ieri, 23 luglio, è stata una giornata molto dura per i nostri amici del campo di Dheisha: molte persone sono state arrestate, decine i feriti e un ragazzo di 15 anni è stato ucciso durante una lunga operazione militare israeliana nei campi profughi attorno a Betlemme. Riportiamo le parole di un* compagn* presente nel campo in queste drammatiche ore.
Dall’inizio della Grande Marcia del Ritorno di Gaza a marzo, passando per la inaugurazione dell’ambasciata USA a Gerusalemme e con l’approvazione dell’ultima legge nazionalista su “Israele Stato per gli ebrei”, l’offensiva israeliana su vasta scala contro il popolo palestinese è già iniziata.
Lunga vita alla Resistenza.

L’aria che sta tirando in Palestina non è un aria buona. Anzi la situazione peggiora di giorno in giorno. Il ritmo dei bombardamenti a Gaza incalza e i morti aumentano, si aggiungono ai più di 140 della Grande Marcia del Ritorno iniziata il 30 marzo, a cui imperterriti i palestinesi non rinunciano, nonostante tutto, tornano al border settimanalmente a chiudere la fine del blocco che da 12 anni inginocchia Gaza. Incalzano i morti, i martiri. Gli attacchi nei campi profughi in West Bank pure.

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Venerdì 13 aprile saremo ospiti dello spazio sociale 20092 a Cinisello Balsamo: una nuova occasione per raccontare cosa significa praticare lo sport come Resistenza nei Territori occupati e aggiorneremo sulla situazione in Palestina dopo gli ultimi massacri a Gaza.

Qui il testo dell’evento (https://www.facebook.com/events/1773284182693925/):
Il progetto West Climbing Bank nasce per costruire uno scambio con il centro giovanile Laylac attraverso l’arrampicata.
Questo centro si trova nel campo profughi di Dheisheh, vicino a Betlemme, e oltre ad occuparsi di cultura, società, arte e diritti delle donne, ha da poco avviato (2016) un progetto di chiodatura di alcune falesie in area c.

Durante l’incontro parleremo del primo viaggio in Cisgiordania di West Climbing Bank, svoltosi tra dicembre 2017 e gennaio 2018. Di arrampicata e di falesie ma anche delle condizioni di vita del popolo Palestinese sotto occupazione.

Durante tutta la serata sarà possibile degustare vin brulè ed amari della casa ma anche L’amaro Partigiano.
Questo digestivo viene prodotto nel liquorificio sociale di Rimaflow, fabbrica recuperata in forma autogestita dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici. Un militante di Rimaflow presenterà questo interessante progetto. ( più info: http://www.amaropartigiano.it/il-progetto/ )

ORARI

H20.30 apertura bar
H21.00 breve presentazione del progetto “Amaro Partigiano” e inizio incontro con le attiviste e gli attivisti di West Climbing Bank

Molto volentieri pubblichiamo questa corrispondenza scritta da un* compagn* che abbiamo conosciuto durante il nostro viaggio e che ci comunica con soddisfazione che il progetto di arrampicata libera prosegue, con la grande partecipazione dei ragazzi palestinesi e il sostegno di Laylac. Free climb in free Palestine!

Continua per i palestinesi l’esperienza dell’arrampicata, è così che  ogni venerdì un gruppo di ragazzi e ragazze palestinesi si ritrovano di  fronte a Laylac armati di corde e magnesite. Laylac associazione nel  campo profughi di Dehisha, vicino a Betlemme, sta continuando a  sostenere con gran tenacia il progetto climbing.

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Il prossimo giovedì 8 febbraio saremo ospiti degli amici di APE Milano , l’Associazione Proletari Escursionisti con campo-base nello spazio sociale Piano Terra, di via Confalonieri 3 nel quartiere Isola!

Dalle 19.30: cena benefit, buona compagnia e i nostri racconti di arrampicata e resistenza dalla Cisgiordania!

Piccola nota a margine: domenica 18 febbraio APE organizza assieme al Collettivo Alpino Zapatista (CAZ) di Genova l’importante iniziativa #CalpestiamoIlConfine (https://www.facebook.com/events/147098019258000/), in solidarietà coi migranti che cercano di superare confini e frontiere tra Italia e Francia. E’ stata lanciata una raccolta materiali (di cui riportiamo di seguito l’elenco) da portare a Ventimiglia per la marcia: la serata dell’8 sarà allestito a Piano Terra un punto raccolta, rendiamo la nostra solidarietà concreta, portiamo ognuno qualcosa!

Ecco l’appello del CAZ:

A tutte le persone che intendono partecipare alla gita del 18 febbraio chiediamo, se possibile, di portare alcuni materiali da donare alle migranti ed ai migranti in transito per Ventimiglia che si trovano ad affrontare l’inverno sotto il ponte di via Tenda:

ASSORBENTI ESTERNI IN CONFEZIONE SINGOLA
RASOI USA E GETTA
MUTANDE E CANOTTIERE (UOMO E DONNA)
GUANTI, SCIARPE E CAPPELLI DI COLORI SCURI
BATTERIE STILO AA
CREMA IDRATANTE, SAPONE INTIMO E PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE
CINTURE
ZAINI PICCOLI
SCARPE INVERNALI COMODE (NO SCARPONI) DAL 41
Preghiamo di attenersi scrupolosamente a questa lista.
Grazie a tutte e tutti per il contributo! Ci vediamo Domenica 18!

Il 6 gennaio abbiamo incontrato Jeff Halper, fondatore e attivista della Israeli Committe Against House Demolition (ICAHD) e punto di riferimento della sinistra antisionista israeliana. Lo incontriamo all’Educational Bookshop di Gerusalemme est: luogo di incontro per giovani e intellettuali israeliani e palestinesi, dove è possibile trovare i libri scritti sul conflitto e sulla questione palestinese. Se non tutti, quasi.

L’ultimo libro di Halper, “War against people” (tradotto in italiano da Epokè edizioni, “La guerra contro il popolo”), analizza l’egemonia israeliana all’interno del contesto di pacificazione globale portato avanti con la guerra permanente e la trasformazione degli stati in sistemi securitari e militari, di cui Israele è appunto il modello internazionale. Proprio per queste sue tesi il libro fatica a circolare all’interno. “War against people” è un vero e proprio manifesto contro la pacificazione.

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