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Autore: admin

Dietro la svolta di Trump su Gerusalemme, c’è il piano di pace Kushner-Salman, che punta anche a sciogliere il nodo del diritto al ritorno. Con scarsa diplomazia e una montagna di soldi. Comunque vada a finire c’è già un vincitore (Netanyahu) e uno sconfitto (il popolo palestinese). Ma un merito il piano ce l’ha.

Eugenio Dacrema

Mercoledì, 06 Dicembre 2017 su http://eastwest.eu/it/opinioni/opendoors/arabiasauditastatiuniticonflittoisraelepalestinakushnerbinsalman

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Zvi Schuldiner da il Manifesto del 30.11.17

Che meraviglia: in Italia si discute sul Giro d’Italia e sulle sue prime tappe in Israele. Ed è grande l’attesa di una nuova opportunità per il presidente statunitense Donald Trump, che in questi giorni deve decidere se rinviare lo spostamento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme.

Gli italiani, come gli europei e gran parte degli israeliani, sembrano aver dimenticato il conflitto israelo-palestinese. Grazie a Daesh (il sedicente Stato islamico) e al duro lavoro delle destre europee.

Razzismo e islamofobia stanno dilagando e permettono di dimenticare l’esistenza di una grande prigione chiamata Gaza e del regime di apartheid vigente in Cisgiordania.

Ma finalmente succede qualcosa, grazie al Giro d’Italia.

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Prima della partenza

Il 27 dicembre la crew di West Climbing Bank partirà alla volta della Cisgiordania: un viaggio tra campi profughi, falesie e città della West Bank, dove la popolazione palestinese resiste dal 1967 alla violenza militare di Tel Aviv. In questa pagina trovate il nostro diario di bordo con aggiornamenti e racconti, giorno per giorno e notte per notte.

Come ogni diario, però, comincia prima della partenza. In queste settimane si è formato il gruppo, parallelamente, e non avremmo voluto, al ritorno in prima pagina del conflitto israelo-palestinese successivamente alla dichiarazione di Donald Trump di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme, legittimando di fatto l’occupazione militare e coloniale israeliana degli ultimi cinquant’anni.

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Intervista a Dario Franchetti su http://www.up-climbing.com/it/falesia/news/31365

14 gennaio 2016

Dario Franchetti, milanese, quarantenne, scalatore da 20 anni, Alpi, falesia e indoor, vive e lavora in Cisgiordania dal 2004 ed è il responsabile della missione in Palestina per la ONG italiana Vento di Terra – www.ventoditerra.org. Da più di 10 anni cerca di promuovere l’arrampicata presso la popolazione palestinese, attrezzando falesie, organizzando corsi, dal 2012 collaborando con altri associazioni internazionali alla costruzione di una palestra indoor a Ramallah in Cisgiordania.

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Raccolta materiali!

Hai del materiale da arrampicata per adulti e per bambini che non usi più ma che è ancora utilizzabile?

Donalo al progetto “West Climbing Bank” per dare l’opportunità di arrampicare a chi ha grosse difficoltà a recuperare anche il minimo indispensabile. Di chi stiamo parlando? Dei ragazzi e delle ragazze palestinesi che vivono in una situazione di apartheid imposta da Israele e che tra le molte forme di resistenza scelgono lo sport e in particolare l’arrampicata libera.

Cosa serve? Rinvii, moschettoni, imbraghi, scarpette, chiodi, spit, fettucce, corde, cordini, assicuratori e chi più ne ha più ne metta. Tutto ben accetto!
Puoi portarlo tutti i giorni in Acciaieria Zam, dalle 19.30 in poi!